Riflessioni sul corso "La Formazione dello Psicomotricista, la formazione attraverso la via del corpo"
Segreteria CeRFoPP, 25 novembre 2022
Prima parte: Prof. Nicolodi - 22 ottobre
Il seminario del 22 ottobre si è rivelato un prezioso momento formativo in cui, ancora una volta, il Prof. Nicolodi ha saputo collocare sul tavolo della discussione e del confronto alcuni argomenti e questioni centrali nella professione dell'"educatore psicomotricista". Un nutrito gruppo di professionisti ha così avuto modo di aprirsi a nuovi pensieri e interrogativi, sollecitati dall'interesse dei contenuti che trovavano risonanza nella personale esperienza lavorativa.
Alla base sta il concetto di Educazione che accoglie e fa propria l'idea di "tutela" dei diritti dei bambini, così come dichiarati nella Carta Internazionale dei diritti dell'Infanzia del 1989.
La/lo psicomotricista rientra così nella metafora di "avvocato difensore del bambino", e in quanto tale è chiamato a svolgere un ruolo che supera il solo "dare competenze"; gli si chiede, infatti, la capacità di saper gestire le proiezioni che un'autentica relazione educativa, in ambito istituzionale, inevitabilmente va a sollecitare. È il bambino che con il suo naturale essere glielo chiede, alla/allo psicomotricista, mettendo così a nudo il re.
Il Professore ha proposto un articolato sistema di contenitori educativi, che poggia su importanti apporti teorici della psicologia dinamica, delle neuroscienze e di tecniche di debriefing a cui attingere (teoria dell'attaccamento, teoria dei neuroni specchio, tecniche di aiuto psicologico dell'equipe, ecc.). Gli argomenti sono stati oggetto di un fruttuoso confronto e dibattito con i partecipanti, che ne hanno riconosciuto importanti strumenti e mezzi per appropriarsi del metacodice delle comunicazione, necessario alla gestione della relazione educativa sia in condizioni di benessere che si disagio educativo.
Seconda parte: Prof.ssa Andreatta - 28-29 ottobre
Il seminario è proseguito con uno stage di formazione attraverso la via del corpo o formazione personale.
La formazione personale è la possibilità che viene data alla persona di mobilizzare il proprio corpo in una situazione di gioco e altre esperienze, per vivere la propria espressività motoria e progressivamente, comprenderla.
Il punto nodale dello stage si è evidenziato nella possibilità che ogni persona ha potuto sperimentato nell'aprirsi al piacere di muoversi nello spazio, nel tempo, con gli oggetti, con l'altro/altri, di sentire ciò che accade quando il corpo si muove, di provare quei sentimenti, alle volte contrastanti, che ognuno prova in una situazione particolare in cui il movimento, più della parola, fa scoprire di se.
Questo processo per lo psicomotricista è fondamentale per raggiungere la competenza all'ascolto, all'osservazione, ed alla comprensione delle manifestazioni del proprio corpo e delle manifestazione del corpo dell'altro in particolare del e dei bambini. In entrambi i casi, non solo corpo ma si può parlare di corpo-mente.
Il valore aggiunto di questo aggiornamento proposto ad esperti, ovvero a psicomotricisti formati, è stato quello di aver dato la possibilità di sperimentare i vari momenti dell'espressione psicomotoria che si sintetizzano secondo A. Damasio in: stato dell'emozione, stato del sentire, stato del sentire reso conscio, cioè noto alla persona e potersi così aprirsi all'empatia.
La condizione emozionale è ciò che determina fortemente il lavoro dello psicomotricista considerando che in sala di psicomotricità l'apertura della relazione è data principalmente dall'espressione del corpo, non solo del corpo del bambino... È il luogo dove le emozioni, di piacere o dispiacere, vengono rese manifeste e permettono di essere ascoltate, gestite autoregolate e... trasformate in empatia. È quest'ultima che designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da un impegno di comprensione dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale.
L'obiettivo dello stage è stato: partire dal movimento che provoca emozioni e da esse aprirsi a quella complicata predisposizione a viverle e, via, via, scoprire la Potenza della Psicomotricità.
